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Semifinali 

Verso le semifinali: bene Juventus e Fiorentina, Napoli stellare

del 22/04/2015

Tre italiane in semifinali continentali, un’utopia? Proviamo a scoprirlo.

È ricco il bottino incamerato dalle nostre squadre. La Juventus, pur soffrendo contro il Monaco in casa, ottiene un prezioso 1-0 in vista del ritorno; la Fiorentina centra in extremis un 1-1 a Kiev utilissimo per il ritorno, il Napoli infine annichilisce il Wolfsburg con una prova finalmente all’altezza delle sue possibilità. Risultati di rilievo, che confermano sempre più la stagione di grazia delle compagini nostrane.

Partiamo con la competizione più importante, quella Champions League inseguita dai bianconeri fin dal 1996. Si contrappone alla Vecchia Signora il Monaco capitanato da Andrea Raggi, capace di eliminare il ben più quotato Arsenal agli ottavi; uno scontro avvenuto solo una volta in passato, la doppia semifinale della Champions League 1997-98 in cui prevalse la Juventus (6-4 complessivo). Manca solo Pogba nelle fila bianconere, per il resto a ranghi completi. La linea di quattro difensori, composta da Evra, Chiellini, Bonucci e Lichtsteiner protegge la porta di Buffon, con Pirlo, Marchisio e Vidal a gestire il centrocampo; il peso dell’attacco è invece retto da Tévez e Morata, sostenuti da Pereyra. I biancorossi rappresentavano l’avversaria più abbordabile tra le contendenti rimaste; tuttavia, sottovalutarli costituirebbe un rischio. I primi venti minuti sono infatti appannaggio dei monegaschi, fermati solo dalla freddezza di Buffon: Carrasco al 10’ è nella condizione di segnare agevolmente, ma il portiere della Nazionale rimane in piedi e lo ipnotizza, inducendolo a una conclusione centrale. La Juventus si svincolerà progressivamente dalla pressione esercitata dai biancorossi, riuscendo finalmente a violare l’attento reparto arretrato di Jardim: un traguardo però sfruttato malamente, alla luce degli errori di Tévez e Vidal da posizione favorevole. Lo 0-0 permane per tutta la prima frazione, lasciando pensare a un identico esito per il secondo tempo – tutto ciò episodi permettendo. Ci vorrà infatti un’azione improvvisa per sbloccare la gara. Al 56’ Morata è lanciato da solo verso l’area, Carvalho è in ritardo e nel tentativo di fermarlo gli frana addosso: il signor Královec esita, quindi opta per la massima punizione. Si presenta sul dischetto Vidal, che batte Subašic con un preciso destro all’incrocio. È 1-0 per la Vecchia Signora, che però dovrà gestire la reazione del Monaco. Allegri si cautela nell’ultimo quarto d’ora con l’ingresso di Barzagli in luogo di Pirlo: la Juventus passa quindi al 3-5-2 caro all’ex tecnico Conte, mossa a posteriori azzeccata. L’epilogo è quindi favorevole ai bianconeri, ma la semifinale non è ancora sicura: il Monaco si è dimostrato un rivale ostico, che cercherà in ogni modo di far suo il doppio confronto nella gara di ritorno. I bianconeri, più volte in difficoltà in occasione delle ripartenze monegasche, dovranno cercare al più presto la via del gol per evitare sgradite sorprese.

Veniamo ora all’impegno dei gigliati, sorteggiati contro la Dinamo Kiev. I precedenti sorridono alla Fiorentina, vincente in entrambi i confronti avvenuti in passato: gli ottavi di finale della Coppa Campioni 1969-70 e della Coppa Uefa 1989-90. Gli ucraini hanno eliminato ai quarti l’Everton, piegato per 5-2 sullo stesso campo: una prova di forza che deve mettere in guardia la Viola. Montella opta per la linea a quattro, con Alonso e Tomovic terzini e Rodriguez e Savic centrali a difesa di Neto; Badelj supporta l’ispirazione di Fernández e Valero a centrocampo, Salah e Joaquín infine appoggiano Gómez. Nonostante la tradizione favorevole, sono gli ucraini a passare in vantaggio con Lens al 36’: un 1-0 destinato a sfumare all’ultimo respiro. La Viola non si arrende alla sconfitta e centra anche un palo con Valero, lasciando pensare a una serata sfortunata. Il periodo non è infatti dei migliori: le sonore sconfitte patite con Juventus e Napoli  tra campionato e coppa hanno forse sfiduciato i giocatori, che però non intendono cedere fino al fischio finale. Una caparbietà che sarà premiata al 92’, quando l’ultimo assalto porterà all’ormai insperato 1-1. Fernández crossa dalla destra verso l’intasata area della Dinamo, incapace di allontanare a distanza di sicurezza il pallone: su di esso piomba Babacar, che in girata trafigge Šovkovs’kij e capovolge il verdetto della sfida. Il pareggio in trasferta con reti rappresenta un considerevole bottino per la Fiorentina, che potrà gestire il risultato in Italia: proprio come avvenuto contro il Tottenham, inizialmente in vantaggio a Londra per poi essere fermato sull’1-1 e quindi battuto a Firenze per 2-0. La Viola spera in un identico esito anche per la gara di ritorno con la Dinamo Kiev.

Giungiamo infine a Wolfsburg-Napoli, l’impegno sulla carta più difficoltoso per le italiane ancora in Europa. Una sfida inedita, contro un’avversaria arrivata fin qui sconfiggendo Sporting Lisbona e Inter con tre vittorie su quattro gare: un ruolino di marcia pressoché perfetto, sintomo del valore dei secondi in Bundesliga. Si prospetta perciò una contesa dall’esito incerto, con i tedeschi favoriti dal fatto di giocare in casa. I partenopei mirano alla qualificazione nella prossima Champions League, traguardo distante sette punti in campionato: conquistare l’Europa League, da quest’anno fonte di accesso diretto alla massima competizione continentale per la vincitrice, è ormai l’obiettivo primario. Consapevole di tutto ciò, Benítez schiera il miglior undici possibile. Andújar è fra i pali, sorvegliato da Ghoulam, Britos, Albiol e Maggio; Inler e López formano la diga di centrocampo, necessaria per sostenere l’enorme potenziale offensivo di Mertens, Hamšik, Callejón e Higuaín. Quanto accadrà in questa gara supera ogni più rosea previsione della vigilia. Il Wolfsburg preme alla ricerca del vantaggio, ma sarà lui a subire per primo: si ripete quanto avvenuto contro l’Inter, illusasi all’andata degli ottavi con la rete iniziale di Palacio. Al 15’ Hamšik scarica palla a sinistra su Mertens, il quale rientra sul destro per poi cercare con un lancio Higuaín: l’attaccante controlla la sfera in corsa per vie centrali, quindi sorprende Benaglio da pochi passi. I tedeschi accusano il colpo, mostrando ancora il fianco al 23’: Higuaín premia l’inserimento fra i due centrali di Hamšik, libero di trafiggere il portiere svizzero per lo 0-2. Gioca alla perfezione il Napoli, nessuno escluso: anche Andújar ha occasione di mettersi in mostra, deviando sulla traversa l’insidiosa conclusione di Schürrle. I partenopei dominano la sfida, sbagliando raramente un passaggio e tenendo costantemente in apprensione gli avversari. Tutto ciò si percepirà tangibilmente al 64’, quando Guilavogui sbaglia un passaggio davanti all’area: Callejón lo intercetta, quindi guadagna il fondo e mette al centro per Hamšik. Lo slovacco, solo davanti a Benaglio, non sbaglia e centra la doppietta. Guilavogui cercherà di farsi perdonare al 70’, ma Andújar sventerà anche questa volta il pericolo. Benítez concede spazio anche a due giovani italiani, Insigne e Gabbiadini. I due non tradiranno la fiducia dell’allenatore, confezionando al 77’ lo 0-4: Insigne crossa al centro per Gabbiadini, che di testa batte Benaglio. Bendtner accorcerà poco dopo le distanze, ma l’1-4 finale lascia poco spazio alle speranze del Wolfsburg. Il ritorno al San Paolo non potrà certo essere preso sottogamba: ritenere conclusa la sfida dopo i primi 90’ potrebbe rivelarsi dannoso per il Napoli, che non dovrà perdere la concentrazione. Tuttavia, la splendida impresa degli azzurri è innegabile, così come la personalità messa in campo da ogni singolo componente della squadra. Una prova di carattere, di buon auspicio per il prossimo futuro.

Riprendiamo quindi il quesito posto a inizio articolo: tre italiane in semifinali continentali, un’utopia? A giudicare da quanto visto nelle gare d’andata, assolutamente no.

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