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Rosin 

Le “morbide macchine carnivore” in vetro di Maria Grazia Rosin

del 22/04/2015

Personalmente le “macchine” di Maria Grazia, cioè le sue sculture forgiate nella nobile materia del vetro e piantate nel fango della suggestiva laguna veneziana, mi hanno evocato, in un contesto completamente diverso, non macchine bensì piante carnivore. Anche perché tempo fa ne ho tratto, dipinte su carta, delle inquietanti immagini simboliche che da tutt'altra sponda si rifanno a della robotica.

Tornando a questa artista, si possono fruire i suoi vetri assemblati in una installazione, vetri intesi come delle espressioni di mutazioni alterate geneticamente o ancora, delle creature organiche artificiali che ricordano le lunghe, arrotondate zampe degli insetti.

Le immagini di questa sensibile, lirica installazione sono appese sulle pareti della galleria e sono un'insieme di foto di Roberta Orio che ha collaborato totalmente a questo progetto. Con i suoi scatti calibrati ci porta lontano da questo spazio e cioè all'aperto, in piena laguna, dove sono collocati. Perciò spuntano dalle paludi gli originali vetri della Rosin, creando delle atmosfere permeate di sottili magie.

Soffermandomi attentamente su queste eccellenti sculture ho notato, e ciò mi lusinga, che la creatività nel campo dell'arte si fa sentire in questa città unica nel suo essere.

Artlife for the World, Cannaregio 3728/B, Calle della Racchetta, 20121 Venezia. 28 marzo – 10 maggio 2015.

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